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| MARINA GRANDE |
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“ Procida è tutta all'arrivo che si fa a Marina Grande, venendo da Napoli o da Pozzuoli,e che lascia senza fiato. Un allineamento di case alte, di tutti i colori, strette come una barricata con tante arcate chiuse a mezzo, come strizzassero un occhio. E sopra un verde intenso prepotente, quasi selavaggio, tanta è la forza dei tralci: viti e limoni.” Cesare Brandi |
| CASALE VASCELLO |
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“La mia isola ha straducce solitarie, chiuse fra muri antichi, oltre le quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.” Elsa Morante |
| TERRA MURATA |
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“E' di tufo, la pietra che respira, la pietra che vede, la pietra più scoperta, la pietra sughero, la pietra senza segreti.
Le case di Procida sono di bucato, un guanciale per il sole” Marotta |
| ABBAZIA DI SAN MICHELE |
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“Procida non è solo trionfo di luce e di mare!Ha come ogni altro luogo la sua storia che qui è fatta di venti, di mare e di fede!L'abbazia di San Michele è testimonianza sacra di questo passato e occasione per accostarsi a Dio.”Amico visitatore, benvenuto! Mons. Luigi Fasanaro |
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CASTELLO D'AVALOS ( carcere borbonico) |
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“Procida luogo di caccia prediletto di re Ferdinando di Borbone. Certe ville isolate, certi palazzi costruiti sulle creste delle rocce di lava, passano per essere stati casini di caccia e residenze estive di Ferdinando. Si tratta di porticati a colonne in muratura, di tempietti svettantisu terrazzi, per ricordarci un neoclassico napoletano, fatto di grazia, di bonarietà, di respiri, e come ricoperto di farina o di zucchero in polvere.” Toti Scialoja
“ un centro di orrore, in un cerchio di bellezza” Duca Sigismondo Castromediano |
| CORRICELLA |
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“ Ma la Procida marinara è nel villaggio di pescatori, la Corricella , d'una bellezza esotica e quasi africana. Proprio sotto la Terra Murata , il porticciolo minuscolo con le barche da pesca come gli insetti neri che si vedono nelle acque stagnanti, o come foglie morte o come gusci vuoti; e la loro cava occhiaia quasi si riproduce sull'acqua le vuote occhiaie delle porte e delle finestre: di quelle case povere e bellissime che si soprammettono sulla riva, più scavate nella roccia che costruite. Un paese formicolante, una termitiera, eppure cosi umano, cosi umile e splendente, nella notte, cosi suoi colori leggeri e stinti. Come sciacquati nel lume della luna”. Cesare Brandi |
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