Maschiòne/ Marchione (s.m.): gelata notturna del terreno. Quasi un <marchio> coe segno visibile del freddo.
Massarieddo fem. Massarèdda (agg.): servizievole, garbato, bravo.Apprezzamento riservato al figlio bravo a < fa' lu serìzio> (commissione) e pronto a dare una mano nelel piccole faccende di casa. – (dal basso lat. Mansa: casa del contadino).
Grarìata (s.f.):scalinata.Per estensione: il casamento, il condominio. – “ Stongo re casa rènt' a la grariàta re…( abito nel palazzo di..) . – Tra le più note: la < Grariàta ascùra >, scala condominiale che da san Rocco porta alla Corricella, e prende nome dal fatto che per buon tratto è buia, e la < Grariàta re trèntaséi quientere > sempre alla Corricella. –Dove < quiéntere>( vd.< quéntero>) inteso come servizio, non sta tanto ad indicare il reale numero delle famiglie che vi abitano, quanto a significare che il casamento è tra i più affollati. – E ancora una volta (vd. < ciuccio >) ci troviamo di fronte al numero trentasei, come cifra grossa, cifra insolita.- (dal lat.: gradus).
Lavione pl. Laviùne (s.m.): grossa massa di acqua che scorre; allagamento.Che, forse, nasce come degenerazione el voc. Di lingua alluvione, o, più probabilmente, come accr. del nostrano <lavo> (s.m.): lava. –Diciamo, infatti: < A sènte Michéle, quanno chiove fa sèmpe lu lavo> ( a via Dante, quando piove si forma la lava).
Crerènza (s.f.): dilazione nei pagamenti, credito, fiducia.
Lèsseto pl. Liéssete (s.m.): lascito, eredità.Al quale tutti ci tengono e mai rinunziano, per quanto piccola e di poco conto sia la parte spettante. _ Ha causato un esasperato frazionamento della proprietà, tanto che, in certe zone, il terreno si misura non ad are o centiare, ma a <lignare re carciòffe> o a <filéri re vite> (linee di carciofi o filari di viti).
Lévra (s.f.): dermatite diffusa; malattia della pelle caratterizzata da eruzioni e piaghe estese. Tanto da richiamare l'idea della labbra.
Criànza (s.f.): educazione, garbo, cortesia, atto di omaggio.
Lèzzo-re-rré (s.m. comp. Itt.): julis meditterraneus: pesciolino di fondo, che per le sue strie multicolori, richiama i variopinti cordoni dei regnanti del passato, da cui il nome: laccio di re. Ed è di tutto rilievo il pl. < liézze-re-rì>
Mèsca (s.f. o agg. T. agr.): terreno rappreso tanto compattamente da assumere aspetto e consistenza di pietra.< E' tèrra mèsca> dicono i contadini, per il terreno cretaceo, argilloso, evidentemente rifacendosi al nap. <masca> che definisce i massi di scorie vulcaniche.
Miérco (s.m.); marchio, segno, cicatrice.< Nu mpusesséto: ògni ghiuorno se fa nu mièrco > (un indiavolato: ogni giorno si produce un segno). – Nel nostro dialetto ( a differenza che in napoletano) designa, indifferetemete, anche il pallino al gioco delle bocce e il pezzo più piccolo di < riggiola > (mattonella) che funge da pallino al gioco delle pastore.
Ciufìna (s.f.) ragazza vanitosa, civetta
Addérta (avv.): all'erta, in piedi, diritto.
Affiaccùto (agg.): stanco, convalescente. Indebolito, fiaccato.
Favetenèdde (s.f. comp. bot.) : fave primaticce, fave tenere.
Créje (s.m.): il domani di casa nostra.
Piscréje ” il dopodomani”
Fènzo fem. Fanza (agg.): falso, ingannevole.
Ferrécchia (s.f.) :piccola fetta di qualche cosa.
Téscia-téscia (loc. avv.): lemme lemme, molle molle, dall'andatura pacata e… di tutto riposo.< Cammina e parra téscia –téscia >.Pizza – rongia (s.f. comp. ) : pizza dolce, torta.
Susamiéddi , pistacchi e dolci di Natale.
Curnièddo (s.m.): parte centrale bianca, di alcuni ortaggi. Grumolo.
Vègno pl. Vigne (s.m.): bagno .<T'hé fètto lu vègno? Quènto vigne t'hé fètto?> (hai fatto il bagno?? Quanti bagni hai fatto?')
Calata re sole : tramonto
Veppeta (s.f.): bevuta, sorso.
Pischèra (s.f.) : vasca per l'acqua piovana raccolta negli orti, o per quella attinta dai pozzi sorgivi con le norie.Vasca per liquami defluenti da stalle o porcili.
Vungulèdda (s.f. dim.): bollicina, ponfo.
Vuocio (s.m.): giramento, rivoltamento. Malessere in genere.“ Nu vuocio re stòmmeco” “ Nu vuocio re chépa”
Ciaraone/ ciaraùne (s.m.): palo da vigna.
Cossa (s.f.): coscia.
Cose-re-Dio (s.f.pl.comp.): le preghiere, le orazioni.
Gàrgia (s.f.): branchia dei pesci.
Paparone/ Papòio (s.m.): pienezza di stomaco, eccesso alimentare. |